Terapia con luce rossa per la psoriasi: cosa dice la scienza?
Chiazze squamose sui gomiti che ricompaiono dopo ogni ciclo di pomate. Le prove sono limitate. Piccoli studi condotti su 9-20 partecipanti indicano che la luce rossa può ridurre la desquamazione e l’ispessimento della pelle, ma non sono sufficienti per parlare di un trattamento comprovato. La fototerapia UV medica in ospedale (UVB e PUVA) è invece ampiamente documentata e la terapia con luce rossa non la sostituisce. Di seguito scoprirai cosa emerge dagli studi e come provarla a casa con cautela.
Chiazze rosse e squamose che proprio non vogliono scomparire: si stima che la psoriasi colpisca dall’1,5 al 3 per cento delle persone in Europa. Sempre più persone si chiedono se una lampada a luce rossa possa alleviare la psoriasi. In breve: la fototerapia con luce rossa sembra poter attenuare alcuni sintomi, ma non è una cura comprovata né sostituisce la fototerapia medica utilizzata da anni dai dermatologi.
Di seguito scoprirai cosa emerge dagli studi, come potrebbe funzionare e come usarla a casa in sicurezza.
Attenzione! Queste informazioni si basano sulle fonti scientifiche disponibili, sulle esperienze dei clienti e sulle conoscenze relative alla fototerapia. Non costituiscono un parere medico. La psoriasi è una malattia autoimmune cronica: rivolgetevi sempre a un medico di base o a un dermatologo per la diagnosi e il trattamento.

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Attenzione: queste informazioni si basano su fonti scientifiche, esperienze dei clienti e sulle nostre conoscenze della terapia della luce. Non costituiscono un parere medico. Se assumi farmaci, soffri di una patologia o hai dubbi, consulta prima il tuo medico di base o uno specialista.
Che cos’è la psoriasi e come si riconosce?
La psoriasi è una malattia autoimmune cronica in cui la produzione di cellule cutanee è molto più rapida del normale. Mentre normalmente una cellula della pelle impiega circa un mese per raggiungere la superficie, nella psoriasi bastano pochi giorni.
Le cellule si accumulano formando le tipiche chiazze rosse e ispessite, ricoperte da squame bianco-argentee, spesso su gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e parte bassa della schiena.
La psoriasi non è un problema della pelle che si «prende» e ha un andamento imprevedibile: i periodi con pochi sintomi si alternano alle riacutizzazioni. I fattori scatenanti più noti sono lo stress, le infezioni, le lesioni cutanee, il freddo e il consumo di alcol o tabacco. La malattia non è contagiosa, ma, a causa della sua visibilità e del prurito, spesso incide molto anche sulla vita quotidiana e sulla fiducia in sé.
Che cos’è la terapia con luce rossa (fotobiomodulazione)?
La terapia con luce rossa, detta anche fotobiomodulazione (PBM), utilizza luce a bassa energia nello spettro del rosso e del vicino infrarosso per stimolare le cellule. La luce viene assorbita dai mitocondri, le centrali energetiche della cellula, che così producono più ATP. In teoria, una maggiore energia cellulare offre più capacità di riparazione e di limitare le reazioni infiammatorie.
Importante da sapere: la terapia con luce rossa non contiene raggi UV. È quindi fondamentalmente diversa dalla fototerapia UV che i dermatologi utilizzano in ospedale contro la psoriasi e che confronteremo più avanti in questo articolo.

La terapia con luce rossa funziona contro la psoriasi? Ecco cosa dice la ricerca
È la domanda più importante e vogliamo rispondere con sincerità: le prove relative alla terapia con luce rossa specifica per la psoriasi sono ancora limitate. Ci sono indicazioni che possa essere d’aiuto, ma non è un trattamento ampiamente comprovato come la fototerapia medica con raggi UV.
Cosa dimostra già la fototerapia medica (UVB/PUVA)
Negli ospedali olandesi la psoriasi viene trattata da decenni con la fototerapia UV controllata (UVB o PUVA), sotto la supervisione di un dermatologo. Secondo le linee guida mediche, le lesioni si riducono in circa 75 persone su 100 con la luce UVB e scompaiono in circa 82 persone su 100 sottoposte alla terapia PUVA.
Si tratta di prove solide, frutto di anni di esperienza clinica. Riguardano però l’esposizione ai raggi UV a dosi elevate e controllate, sotto supervisione medica, con rischi quali le scottature e, a lungo termine, una maggiore probabilità di invecchiamento cutaneo e tumori della pelle.
Cosa sappiamo della luce rossa (senza raggi UV) per la psoriasi
La ricerca sulla terapia con luce rossa senza raggi UV per la psoriasi è molto più limitata. Uno studio in doppio cieco e randomizzato del 2012, pubblicato sul Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology, ha confrontato la luce rossa con quella blu in 20 partecipanti affetti da psoriasi. Hanno ricevuto una dose elevata di luce tre volte alla settimana per quattro settimane, in combinazione con un unguento a base di acido salicilico.
Entrambi i colori della luce hanno ridotto la desquamazione e l’ispessimento della pelle, senza differenze significative tra il rosso e il blu. La luce blu ha però ridotto un po’ meglio l’arrossamento.

Un studio pilota su un piccolo gruppo, condotto nel 2010 ha esaminato una combinazione di luce LED a 830 nm e 633 nm in appena 9 pazienti con psoriasi resistente ai trattamenti. Una parte dei partecipanti ha mostrato un miglioramento della pelle dal 60 al 100 per cento. Un risultato promettente, ma con un numero così ridotto di partecipanti e senza gruppo di controllo è soprattutto un'indicazione, non una prova.
Più recentemente, uno studio pubblicato su Scientific Reports (2025) ha mostrato che la luce rossa a LED può rallentare significativamente l'ispessimento dell'epidermide e l'eccessiva divisione cellulare nei modelli di psoriasi, tra cui colture cellulari, un modello di pelle 3D e topi. Una ricerca preziosa sui meccanismi alla base, ma condotta su modelli e non ancora su larga scala negli esseri umani. Gli stessi ricercatori sottolineano inoltre la necessità di ulteriori studi sui pazienti.
Una più ampia rassegna scientifica delle terapie della luce per la psoriasi conferma questo quadro: UVB e PUVA restano le forme di fototerapia con le evidenze più solide, mentre i trattamenti a LED, come la terapia con luce rossa, sono descritti come promettenti, ma ancora insufficientemente studiati.
La conclusione è quindi sfumata. In base a studi su piccoli gruppi, la terapia con luce rossa sembra avere un effetto antinfiammatorio e poter ridurre la desquamazione. Tuttavia, con studi condotti su 9-20 partecipanti, non si può affermare che funzioni per tutti, né tantomeno che possa sostituire trattamenti medici comprovati. Prima di poter trarre conclusioni definitive, servono studi più ampi e ben controllati.
| UVB / PUVA (in ospedale) | Terapia con luce rossa (a casa) | |
|---|---|---|
| Tipo di luce | Radiazioni UV (UVB o UVA + farmaco) | Luce rossa e vicino infrarosso, senza UV |
| Evidenze | Ampia, con decenni di evidenze cliniche | Limitata, studi su piccoli gruppi (9-20 partecipanti) |
| Supervisione | Sotto la supervisione di un dermatologo | Da usare autonomamente a casa |
| Rischi | Ustioni, invecchiamento cutaneo e maggiore rischio di cancro della pelle in caso di uso prolungato | Minimo: possibile lieve arrossamento temporaneo o irritazione cutanea |
| Ruolo nel trattamento | Trattamento medico riconosciuto per la psoriasi da moderata a grave | Possibile integrazione, non sostituisce le cure mediche |

In che modo la terapia con luce rossa potrebbe aiutare in caso di psoriasi?
Anche se le prove sono ancora limitate, esiste un meccanismo plausibile alla base dei primi risultati positivi:
- Azione antinfiammatoria: la luce rossa sembra ridurre il rilascio di sostanze pro-infiammatorie, il che può attenuare il rossore e l’irritazione intorno alle placche.
- Energia cellulare e riparazione: aumentando la produzione di ATP nei mitocondri, la pelle potrebbe avere una maggiore capacità di autoripararsi.
- Regolazione della divisione cellulare: nello studio già citato sui modelli di psoriasi, la luce rossa sembrava rallentare la produzione eccessiva di cellule cutanee, intervenendo su uno degli aspetti fondamentali del problema della psoriasi.
- Migliore circolazione: una migliore circolazione sanguigna locale può contribuire al ripristino della barriera cutanea.
Si tratta di meccanismi plausibili, non di garanzie. Spiegano perché i ricercatori sono interessati ad approfondire il tema, ma non dimostrano ancora che la terapia con luce rossa allevi la psoriasi in tutti.
Luce rossa o infrarossa per la psoriasi?
Le placche psoriasiche si trovano negli strati superficiali della pelle. Per questo motivo, in genere la scelta più sensata è la luce rossa (620-660 nm): questa parte dello spettro agisce in superficie e, come nel caso dell’eczema, è mirata agli strati della pelle interessati dai sintomi.
La luce nel vicino infrarosso (700-1100 nm) penetra più in profondità, fino ai muscoli e alle articolazioni, ed è meno indicata per un problema cutaneo superficiale come la psoriasi, anche se spesso è inclusa nei pannelli standard. Vuoi saperne di più sulle diverse lunghezze d’onda e sui loro utilizzi? Scoprilo nella nostra guida completa alle lunghezze d’onda.

Come si usa a casa una lampada a luce rossa per la psoriasi?
Stai pensando di provare la fototerapia per la psoriasi a casa? Parlane prima con il medico di base o il dermatologo, soprattutto se stai già assumendo farmaci o usando unguenti. Se vuoi provarla come trattamento complementare, segui queste indicazioni:
1. Distanza
Per disturbi cutanei come la psoriasi, mantieni una distanza da 30 a 50 centimetri dal pannello. Più sei vicino, più breve può essere la sessione.
2. Durata della sessione
Per la pelle, una sessione da 1 a 2 minuti per zona è spesso sufficiente. Se tratti più zone, in genere bastano da 10 a 20 minuti in totale. Più luce non significa necessariamente risultati migliori.
3. Frequenza
La maggior parte degli utenti ricorre alla fototerapia da 3 a 5 volte alla settimana. Aumenta gradualmente la frequenza e osserva attentamente la reazione della pelle.
4. Consigli pratici
- Tratta la pelle pulita, senza applicare unguenti o creme subito prima (come avviene anche con la fototerapia medica in ospedale).
- Usa una protezione per gli occhi se tratti il viso o il cuoio capelluto.
- Salta una giornata se dopo una sessione noti arrossamento o irritazione.
- Se abbini la terapia con luce rossa ad altri trattamenti, parlane con il tuo medico, soprattutto se assumi farmaci fotosensibilizzanti.
Nella nostra pagina sulla terapia con luce rossa per la psoriasi trovi una panoramica dei pannelli scelti dalle persone con disturbi cutanei e indicazioni pratiche su come si svolge una sessione.
Scopri tutte le lampade a luce rossa

Quando dovresti rivolgerti al dermatologo?
La terapia con luce rossa, se applicata con cautela, può integrare la tua routine, ma non sostituisce mai le cure mediche. In ogni caso, fissa un appuntamento con il medico di base o il dermatologo se:
- le lesioni sono estese, si allargano rapidamente o non rispondono al trattamento attuale
- oltre ai disturbi cutanei, avverti anche dolori articolari (possibile segno di artrite psoriasica)
- hai dubbi sulla compatibilità dei tuoi farmaci o unguenti con la fototerapia
- sei incinta, stai allattando o assumi farmaci fotosensibilizzanti
- hai ferite aperte, vesciche o segni di infezione sulla pelle
Domande frequenti
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