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Terapia della luce e collagene: cosa fa la luce rossa alla tua pelle

Una foto di cinque anni fa e una di oggi: la differenza si vede soprattutto nella pelle. Il collagene è la proteina che mantiene la pelle compatta. Dai vent’anni in poi il collagene nella pelle diminuisce gradualmente, e il calo accelera intorno alla menopausa. Le conseguenze si vedono allo specchio: linee sottili, una pelle meno elastica, un incarnato meno uniforme. Di seguito scoprirai cosa può fare la luce rossa per il collagene della pelle.

La terapia a luce rossa viene spesso citata come un modo per sostenere la produzione di collagene. Ecco cosa c’è di vero e cosa no.

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Attenzione: queste informazioni si basano su fonti scientifiche, esperienze dei clienti e sulle nostre conoscenze della terapia della luce. Non costituiscono un parere medico. Se assumi farmaci, soffri di una patologia o hai dubbi, consulta prima il tuo medico di base o uno specialista.

Cosa fa il collagene e perché diminuisce

Il collagene si trova nel derma, lo strato sotto l’epidermide, insieme all’elastina e all’acido ialuronico. Insieme formano il tessuto di sostegno: il collagene dà compattezza, l’elastina dona elasticità.

Le cellule che producono collagene si chiamano fibroblasti. Con l’avanzare dell’età rallentano e ne producono meno. Inoltre, i raggi UV, il fumo e la mancanza di sonno accelerano il processo di degradazione.

Non puoi spalmarti il collagene sulla pelle per ripristinarlo. Una molecola di collagene è troppo grande per attraversare la barriera cutanea; quello contenuto in una crema rimane in superficie. Quello che puoi fare, invece, è stimolare i fibroblasti stessi a produrne di più.

Il ruolo della luce rossa

La luce rossa tra i 630 e i 670 nanometri viene assorbita dagli strati più superficiali della pelle. Qui raggiunge la citocromo c ossidasi, un enzima presente nei mitocondri delle cellule. È il motore della cellula.

Quello che succede in seguito è descritto da Michael Hamblin nella sua rassegna dei meccanismi d’azione: più ATP, un breve picco di radicali dell’ossigeno che agisce da segnale e una variazione dell’ossido nitrico. Un fibroblasto con più energia a disposizione può svolgere più lavoro, e parte di questo lavoro è produrre collagene.

Questo è il meccanismo. È importante precisare che un meccanismo non equivale a un risultato dimostrato per tutti. Quello che sappiamo è che l’effetto si manifesta lentamente e che la costanza è determinante.

Donna che suona il pianoforte mentre indossa la maschera LED per il viso Liroma
Da dieci a venti minuti, con le mani libere. È proprio questa semplicità che aiuta a mantenere la costanza: e con il collagene, la costanza è tutto.

Quali lunghezze d’onda servono

Per la pelle è importante la parte rossa dello spettro:

  • 630 nm: agisce in modo superficiale e a media profondità negli strati della pelle. Spesso viene usata per la qualità della pelle e per attenuare gli arrossamenti.
  • 650 nm: è molto vicina e sostiene la barriera cutanea e il tessuto connettivo.
  • 660 nm: la lunghezza d’onda più studiata per il recupero della pelle e la circolazione sanguigna.
  • 670 nm: penetra un po’ più in profondità e sostiene l’energia cellulare nella pelle.

Le lunghezze d’onda da 810 a 1060 nm rientrano in quella che l’ICNIRP definisce IR-A, da 780 a 1400 nm, e questa banda penetra per alcuni millimetri nei tessuti. Per muscoli e articolazioni è questo il gruppo rilevante; per la pelle serve soprattutto la parte rossa. Per sapere quale lunghezza d’onda è adatta a ogni esigenza, consulta la panoramica delle lunghezze d’onda.

Più luce non significa più collagene

È qui che molti commettono un errore. La dose ha un effetto bifasico: una quantità di luce troppo bassa non produce effetti e, superata una certa soglia, l’effetto diminuisce di nuovo. Stare sotto la lampada per il doppio del tempo non significa quindi ottenere il doppio dei benefici, e può persino essere controproducente.

Per questo l’intensità della PrimeFORCE Elite G5-300 misurata da LightLab è pubblicata nella pagina dei certificati. Gli altri pannelli della serie hanno gli stessi LED e la stessa elettronica di controllo. Senza un dato del genere non puoi sapere quale durata di trattamento sia adatta al tuo dispositivo.

Cosa aspettarsi realisticamente

Nessun risultato nella prima settimana. La produzione di collagene è un processo lento: ai fibroblasti servono settimane, non giorni.

Nella pratica, quando si tratta della pelle, il primo cambiamento visibile arriva di solito tra la quarta e l’ottava settimana, e riguarda la texture e l’uniformità dell’incarnato prima delle linee sottili. Se dopo tre settimane ti guardi allo specchio e non vedi nulla, è semplicemente troppo presto.

Quello che non è: un sostituto della protezione solare. I raggi UV restano di gran lunga la causa principale dell’invecchiamento cutaneo. La luce rossa sostiene il recupero, ma non protegge dai danni.

In pratica: come procedere

  • Frequenza: da tre a cinque volte a settimana. Vedi con quale frequenza usarla.
  • Durata: da dieci a venti minuti per il viso.
  • Pelle pulita e asciutta. Il trucco e le creme dense ostacolano il passaggio della luce. I prodotti per la cura della pelle applicali dopo.
  • Distanza: con un pannello da trenta a cinquanta centimetri; la maschera si appoggia sulla pelle.
  • Documenta la situazione iniziale. Una foto con la stessa luce, il primo giorno. Senza quella foto, tra otto settimane valuterai il tuo ricordo e non la tua pelle.

Maschera o pannello?

Se ti interessa trattare solo il viso, una maschera LED è più pratica: si appoggia sulla pelle, lascia le mani libere e la distanza è sempre la stessa. Se vuoi trattare anche il collo, il décolleté o altre parti del corpo, un pannello è più versatile.

L’intensità luminosa di una maschera è inferiore a quella di un pannello; la maschera è infatti pensata per obiettivi legati alla pelle e non per applicazioni più profonde. Scopri di più sulle differenze in terapia LED per il viso. Se hai ancora dubbi, usa la guida alla scelta.

Fonti

Michael Tan

Michael Tan

Fondatore Liroma

Aiuto persone e professionisti ad applicare in modo pratico la terapia a luce rossa, con spiegazioni chiare e routine intelligenti. In questi blog condivido approfondimenti, protocolli e consigli che puoi mettere subito in pratica.

Basato sulla ricerca

Basato su studi scientifici

La terapia a luce rossa è stata ampiamente studiata in studi clinici ed è utilizzata, tra l’altro, per il benessere della pelle, il recupero e le prestazioni. Scopri le ricerche scientifiche alla base del suo funzionamento.

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